L’arte di Cavaliere a New York

Dal 4 al 18 dicembre l’opera Diarium sarà esposta in Saphira e Ventura, prestigiosa gallery di Manhattan

Cavaliere: la firma.

Diarium – la sua ultima creazione che il Ministero dei Beni Culturali ha riconosciuto come opera originale di arte contemporanea – è appena volata in direzione New York, ben impacchettata in «una valigia di un diverso cartone che non servirà per cercare fortuna in America ma per portare, in America, la nostra fortuna più grande: i valori italiani».

L’opera infatti, dopo il successo riscosso alla Triennale di Arte di Roma e la successiva esposizione al (Maco) Museo di Arte Contemporanea di Veroli (FR), è stata richiesta dalla Saphira e Ventura di ManhattanCavaliere Triennale di Roma: nella prestigiosa gallery, sarà in esposizione dal 4 al 18 dicembre in una mostra che «vuole raccontare – sintetizza Cavaliere –la trasversalità unica del Made in Italy». Diarium è un aggraziato racconto in acciaio. Nasce da una meticolosa ricerca del rapporto aureo. Lo studio architettonico dell’opera è ispirato dalla perfezione matematica che «da Vitruvio a Leonardo Da Vinci e Le Corbusier ha fondato una rappresentazione armonica dell’arte».

 

Diarium nasce dall’incontro tra una domanda (Quali testimonianze siamo in grado di trasmettere alla storia? – tema lanciato in occasione dell’Esposizione Triennale di Arti Visive/Roma 2020) e un’ispirazione (Il lavoro ben fatto – movimento fondato da Vincenzo Moretti).

«Cosa, come e perché lo stai facendo? Cerca dentro di te. Leggi tra le righe del tuo vissuto. Quando trovi la risposta, scrivila nelle pagine della storia. La tua testimonianza, allora, sarà di tutti». È in quest’ultimo virgolettato che sta l’anima di Diarium, il suo essere libro in senso ontologico e, al tempo stesso, metaforico. Scatola narrativa, di sogni e ricordi, in cui le tre dimensioni del tempo e della storia – passato, presente e futuro – si fondono nella solidità dell’acciaio lasciando lo spazio, ad ognuno le sue parole, per un segno di vita: attraverso la luce. Interagendo con l’opera, infatti, è proprio il fruitore che accende le pagine del suo futuro scrivendo la sua storia personale con luce che, della vita, è faro.

Continua e, dunque, si fa sempre più interessante percorso, il viaggio di un’opera che stupisce: la tappa di New York un premio al talento e alla passione di un artista che si caratterizza per proposte di originalità e sensibilità rare e, con merito, apprezzate.

 Cavaliere – pseudonimo adottato in onore del nonno che, sin dall’infanzia, loAtelier Fondatori introdusse nei mondi del design e dell’architettura – è nato a Bologna ma è cresciuto a Sarno.

A Fontevivo, provincia di Parma, con tre soci ha fondato il suo Atelier: un luogo magico che è, di fatto, «un laboratorio di progettisti, artisti e sognatori uniti dalla passione per il design e dalla ricerca continua della bellezza».

Visitare, per credere, il sito web: www.cavaliereatelier.com.

 

 

About Cavaliere and Diarium

  • Cavaliere emerge e colpisce l’attenzione del fruitore per la traslazione dei processi biologici tipici del mondo della flora al mondo dell’arte. Ad un materiale asettico e statico quale l’acciaio viene così associata quella delicatezza propria dello sviluppo di una pianta, fatto di specifici equilibri, microclimi e condizioni ad hoc –

(Atlante dell’Arte Contemporanea – De Agostini)

  • Diarium è letteralmente un libro dalle pagine aperte che sprigiona luce dalla sua base, più simbolicamente un edificio luminoso della conoscenza su cui scrivere le pagine a venire, il futuro. E l’acciaio nella sua apparente semplicità è perfettamente in grado di assolvere questo compito (Giulia Giambrone – Inside Art)

New York, 02.12.2021

 

Info press

Beclay Agecny

349.1490520

[email protected]